ROMA PRIDE 2010: NOI NON CI SAREMO

A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità.

Dopo un’ ampia analisi della situazione politica attuale del movimento lgbtiq e dei fatti di Roma, le Associazioni, i gruppi, i/le singoli/e che sottoscrivono questo documento hanno deciso di non aderire a Roma Pride del 2010, per ragioni sia di metodo sia di sostanza politica, che riassumiamo con poche righe non esaustive ma indispensabili.
Il comitato che organizza e promuove il Roma Pride, costituito alla fine da sole quattro associazioni romane, ha effettuato una serie di operazioni, da aprile ad oggi, tali da impedire modalità di costruzione condivisa. Prima sono stati contestati i Pride precedenti e si è richiesta una nuova entità organizzatrice a ridosso dell’evento, invocando maggiore collegialità ma estromettendo dalla costruzione tutte le realtà non della Capitale, per la prima volta dal 1994. Poi si è perpetrata una messa in scena di falsa democrazia attraverso il passaggio di due brevi workshop di proposizione di idee sotto la guida di una psicoterapeuta, delegando poi le decisioni sostanziali a piccoli gruppi di lavoro scollegati fra loro. Successivamente si è spostata la data dell’evento dal 12 giugno al 3 luglio, incomprensibilmente verso un periodo più infelice per la partecipazione e contro una decisione assunta a febbraio durante un incontro nazionale di movimento a Napoli, questo mentre i gruppi di lavoro in teoria dovevano ancora decidere in raccordo fra loro. Analogamente l’ufficio stampa ha scelto e resi pubblici slogan, data e logo prima che si pensasse a quale dovesse essere l’essenza del documento politico da stilare, capovolgendo la logica di qualunque manifestazione esistente. E via discorrendo, con tante e tali “novità” di cui via via si prendeva atto senza alcun vero confronto politico. E potremmo continuare. Un Pride che si autoproclamava “di tutti” è diventato nei fatti di pochi, in particolare di sole quattro sigle.
Si è perpetrata una involuzione sostanziale dei contenuti politici, a partire dallo slogan e dal comunicato stampa di annuncio della manifestazione: questo Pride trova la sua rivoluzione nei i baci e nell’affettività, cioè in quanto di più blando e generico esista, con la sconvolgente amnesia delle pietre miliari e quarantennali delle lotte di movimento lgbtiq, ovvero orgoglio, liberazione, visibilità, autodeterminazione, sessualità, lotta per i diritti, laicità etc. Si è compiuta inoltre una regressione culturale di cui forniamo solo alcuni degli innumerevoli esempi: la rinuncia alla politica costruendo un Pride che passa attraverso una psicoterapeuta; la perdita dell’uso del femminile nel linguaggio; l’irrilevanza della questione transessuale (persino nella esiguità impressionante di persone trans nel comitato), salvo talune richieste di specifici interventi normativi nella piattaforma rivendicativa più lunga della storia, talmente tecnica da sembrare una tesina da giovane avvocato lgbtiq; l’uso smodato del vittimismo; la ossessiva e plumbea richiesta di supporto di polizia e telecamere; la perdita del senso della storia e delle indubbie conquiste sociali e culturali ottenute dal movimento; l’idea che le Associazioni hanno fatto il loro tempo e devono fare passi indietro, salvo poi dirigere il tutto attraverso poche persone che nelle Associazioni ci stanno da decenni o ne hanno attraversate parecchie, e magari militano anche nei partiti; l’uso spregiudicato delle vicende di cronaca di transfobia e di omofobia, ignorando le prime e strumentalizzando le seconde come spot davanti ai media, magari appropriandosi anche di iniziative altrui (vedi la fiaccolata organizzata da We Have a Dream il 30 maggio scorso), rilasciando dichiarazioni alla stampa e appiccicando cartelli con il logo del “proprio” Pride sul petto di chi ha promosso, dietro alla sola bandiera rainbow, una manifestazione di solidarietà e di risposta agli episodi di violenza.E potremmo continuare.
Si è sostanziata una marginalizzazione delle realtà lgbtiq di area culturale di sinistra e si è proposto un indistinto qualunquismo politico, basandosi su un progetto ipotetico di trasversalità che vuole andare a tutti i costi a scovare una sensibilità della destra italiana verso le tematiche gay, lesbiche e transessuali che nella realtà non esiste, se si escludono rare e in fondo doverose estemporaneità istituzionali o amministrative. Si è arrivati a preoccuparsi più della questione della necessità e volontà di cercare sponde a destra, anche in quella cosiddetta “estrema”, che coinvolgere nel Pride i collettivi universitari e non, i centri sociali, le femministe, i partiti, i sindacati, le Associazioni che si occupano di diritti umani, le radio e le televisioni che aprono al territorio, i testimonial sensibili, migliaia di cittadine e cittadini comuni che nel Pride hanno visto negli ultimi anni un momento essenziale per stare insieme con consapevolezza e gioia, reagendo all’involuzione politica e sociale del nostro Paese. Ci si è naturalmente preoccupati di non dimenticare nel documento politico la parola antitotalitarismo, affinché la parola antifascismo non rimanesse sola ed inequivocabile.
C‘è talmente più realismo del re, che ci si preoccupa di evitare qualunque possibile polemica con l’amministrazione di turno (comunque guarda caso di destra), risolvendo persino le questioni politiche con un semplice e docile “ci ripensi” rivolto al sindaco Alemanno, che si dichiara contrario ad una legge contro l’omofobia e la transfobia E potremmo continuare.
Ma ci fermiamo nell’elencazione dei vari motivi che ci allontanano da questo Pride non perché non ve ne siano altri, ma in quanto riteniamo che quelli esposti siano già sufficienti per spiegare un atto così serio ed inedito da parte nostra.
Ci sentiamo orfani/e quindi di un appuntamento vero, vitale, condiviso, ricco e coinvolgente quale è stato fino ad oggi il Pride romano, significativo per tutta la comunità lgbtiq italiana e per la città di Roma. Non riusciamo in nessun modo a riconoscerci in nulla di ciò che Di’Gay Project, Arcigay Roma, Gaylib Roma e Azionetrans, ovvero il Comitato del Roma Pride 2010, hanno realizzato a testa bassa sino ad ora, senza nemmeno un attimo di ripensamento. Quindi con dolore immenso non aderiamo al Pride, con la scelta condivisa che ogni Associazione firmataria, se vuole, possa trovare liberamente proprie modalità di presenza per i propri associati e prendiamo le distanze dall’atto di destrutturazione metodologica, politica e culturale che si è perpetrato ai danni di un appuntamento da sempre e da tutto il movimento italiano sentito e ritenuto importantissimo . Ci aspettavamo da parte del comitato un qualche momento di consapevolezza del crescente sfaldamento, soprattutto dopo le continue critiche piovute da ogni dove e dinanzi al progressivo rimanere da soli. Non c’è stato nulla, non si capisce se per incapacità politica e inesperienza, o per la precisa volontà di provocare una spaccatura nel movimento. Noi vogliamo invece ristabilire modalità serie di coesione e fiducia, ribadire contenuti e storia del movimento, rilanciare percorsi di costruzione politica. Bisogna riattivare un dibattito vero, ribadendo vigorosamente lo spirito di liberazione di Stonewall. Su questo solco è quindi indispensabile continuare il percorso sia di lotte per i diritti e tutele verso coppie e singoli/e lgbtiq, sia di battaglie più ampie per una società più libera, come quelle contro le politiche di repressione e strumentalizzazione sui corpi delle persone trans, di donne e di migranti, contro il pacchetto sicurezza (come non ricordare i Cie – Centri di espulsione), contro la privatizzazione dei servizi e dei beni comuni, e via discorrendo. La nostra mancata adesione è un atto di vera assunzione di responsabilità, l’unico possibile rimasto: non nel nostro nome tanta pochezza di contenuti, manifesta incapacità e tanta mistificazione, non nel nostro nome la ricerca di visibilità di pochi. Non ci sarà da parte nostra nessun atto se non questo: noi non ci saremo. E non andremo nemmeno a inizio parata a cercare solo le telecamere per comunicare urbi et orbi la nostra distanza, come ha fatto in passato chi si è ricordato di amare tanto il Pride solo quest’anno, che l’ha voluto organizzare a tutti i costi e a modo proprio. Andremo invece tutti ed tutte a Napoli il 26 giugno, a sostenere un Pride che condividiamo e sentiamo nostro, anche se la gioia di quel giorno non colmerà il senso di perdita umana e politica del Pride di Roma, stracciato e mortificato come un pannetto inutile in mano a pochi in totale smarrimento.

Antagonismo Gay Bologna
Associazione Culturale Gender
Associazione Libellula Trans
Associazione LLI – Lista Lesbica Italiana
Azione Gay e Lesbica Firenze
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Circolo Pink Verona
Coordinamento Facciamo Breccia
CLR Coordinamento Lesbiche Romane
Coordinamento Trans Sylvia Rivera
Coq Madame
Corpolibero – Coordinamento lgbtiq di Rifondazione Comunista
Fuoricampo Lesbian Group Bologna
Gayroma.it
Il collettivo tilgbq “Sui Generis”
La Roboterie
Leather Club Roma
Le Ribellule
M.I.T. – Movimento Identità Transessuale
Open Mind Catania
REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità
Subwoofer Bears

ADESIONI PERSONALI
Alessandra Marinucci
Diego Tolomelli
Fausto Perozzi
Marcella Di Folco
Massimo Quinzi
Porpora Marcasciano
Nicole De Leo
Laurella Arietti
Valerie Taccarelli
Massimo Vario
Federica Pezzoli
Paolo Violi
Samuele Benedetti
Ugo Malatacca
Gianluca Manna
Franco Salaris
Manuel Savoia
Mauro Cioffari

Per adesioni
noncisaremo2010@gmail.com

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LADYFEST L’AQUILA 13 14 15 16 MAGGIO 2010***


DAL 14 AL 16 MAGGIO LADYFEST L’AQUILA

 

 

In occasione del 32° anniversario della legge 180, venerdì 14,sabato 15
e domenica 16 maggio presso lo spazio “CaseMatte” all’interno dell’ex
opp di Collemaggio dell’Aquila, la rete Ladyfest Roma  e il comitato
3e32 presentano LADYFEST L’AQUILA: festival
queer femminista di arte, musica e controcultura indipendente
.
 
Il tema sarà La liberta’ è rivoluzionaria,
titolo che unisce, incrociandole, due storiche frasi sul muro del primo
manicomio “aperto” nel 1978 a Trieste (“la libertà è terapeutica”/”la
verità è rivoluzionaria”). CaseMatte si trasformerà in spazio artistico
inclusivo di partecipazione, aprendo una riflessione sulla riconversione
in spazi sociali degli ex ospedali psichiatrici,  unita ad un’analisi
storica e “di genere” della follia. Il nucleo concettuale dell’evento
sarà la decostruzione di modelli femminili imposti e restrittivi, e la
rivalutazione del corpo e della sessualità nelle sue infinite forme.
Decine di artiste, sia aquilane che provenienti da altre parti d’Italia e
d’Europa, si riuniranno per una tre giorni non stop miscelando musica,
idee e creatività.

per il programma completo:

www.3e32.com

si consiglia di portare:

- Tendina da camping (da due , da tre, o da quanti grovigli volete fare)
-
stuoino o materassino gonfiabile
- un sacco a pelo caldo
- una
torcia
- un paio di maglioni caldi e t-shirts (che se fa freddo fa
freddo e se fa caldo fa caldo assai)
- 2 paia di scarpe.

 

IL GIORNO 13 MAGGIO SI INIZIA A ROMA INVECE , CON LA PRELADY FEST AQUILA DAL VERME*

 

 

Giovedí 13 maggio 2010, a partire dalle 20 la Rete romana Ladyfest e
l’Associazione Culturale Dal Verme presentano
:

Pre Ladyfest “Verso la Zona Rossa” – Evento benefit a
finanziamento
del

Ladyfest L’Aquila del 14-15-16/05/2010

Una serata dai contenuti eterogenei e appetitosi, ricca di ironia camp e
di sagacia femminea, riscaldando i motori verso la tre giorni aquilana.

Per cominciare, a solleticare il palato e soddisfare i sensi una
deliziosa
Apericena Biodinamica.

Alle 22 verrá servito il piatto forte della serata.
Il live della berlinese Quio, indimenticata ospite dell’edizione 2009
del
Ladyfest romano. MC e cantante della scena buzzing club berlinese, Quio
rappa su beats e suoni della produzione elettronica AGF. Il suo stile
club-hop-bubble-dancehall non puó lasciare indifferenti: ha scatenato
critiche ed ha accattivato fan in tutto il mondo. Il suo secondo album
“PHIU” è uscito nel 2007 confermando il successo del primo lavoro “LIKE
OOOH” del 2005. Le liriche di QUIO giocano con l’ambiguitá e i
fraintendimenti, essendo lei stessa contro la serietà – intesa come
mezzo
di dominazione. Quella serietà che dà peso, che significa “verità” e
“realtà”: non desiderando mai imporre un significato, scrive e canta
contro
i preconcetti e le schematizzazioni, imposti in particolar modo nei
confronti delle donne.

Come contorno ci accompagneranno durante tutta la serata le selezioni
electro di Pin-Kló – condite dai visuals di Sabota e Kiravision, che
saranno incentrati sull’immaginario e l’estetica trash.

A seguire, l’azione burlesque di Nara Strabocchi, creatura nata dalla
fantasia della performer Lilith Primavera.

E per chiudere degnamente le danze, un reading del progetto Pornosotrx,
archivio web di contenuti audio postpornografici che si propone di
rappresentare l’erotismo fuori dai canoni della normalizzazione
mercificata, raccontando le pratiche di sovversione libidinale
quotidiana
di ex-donne e non-uomini, orsi, cagne e altri strani animali.

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*LADYSTERIA** – Martedì 5 gennaio [@Strike]

*LADYFEST ROMA
PRESENTA*


*LADYSTERIA**


"PERICOLOSE A SE’ E AGLI ALTRI E DI PUBBLICO SCANDALO"


MARTEDI’ 5 GENNAIO H 20.30
STRIKE
SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO
VIA U. PARTINI 21 – CASALBERTONE
*
*

____________________________________________________________
*L’ISTERIA*
è uno stato mentale [...] che si caratterizza per il sovvertimento dei
rapporti che si stabiliscono tra il soggetto e il mondo morale al quale
crede di appartenere, al di fuori di ogni sistema delirante. Non è un
fenomeno patologico e può essere considerato a tutti gli effetti come un supremo mezzo espressivo".
/Movimento surrealista, 1928/


 

*LA LIBERTA’ E’ TERAPEUTICA*

_ore 20.30_
*matte à la carte*
aperitivo buffet
**
_ore 22.00_
* trisillabo*
regia di F.Varsori – S.Taylor
intervengono:
Francesca Varsori (Luna e l’Altra – Trieste)
Tora Krogh (operatrice video)

_ore 23.00_
*lilith primavera/arian silence*
"cambio pelle"
performance e video
http://www.myspace.com/lilithprimavera

_ore 23.30_
__*lili refrain*
apocalyptic dark
http://www.myspace.com/lilirefrain

_ore 24.00_
*valentina suxi *
Accademia della Follia – Trieste
"brucia" performance
www.accademiadellafollia.it <http://www.accademiadellafollia.it>

_ore 00.15_
_djset_
*pin*klò*

electro* **
lady maru** *
bizarre techno_

visuals on trance_
*kiravision *
*sabota *
*sgrunt*


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*VALENTINA SUXI *
nasce a Gorizia classe ’82, si veste di nero da tutta la vita, ascolta
musica dark-punk-grunge, si diploma all’istituto d’arte. Conosce
Francesca Varsori e la sua compagnia teatrale di sole donne, si
ninnnamora del teatro e decide di diventare un’attrice. Milita come
attrice nell’Accademia della Follia, dove impara tutto, sulla propria
follia, sulla follia degli altri, sul teatro dell’eccesso, sull’arte del
fuoco. Partecipa alla continuazione "del cambiamento", ovvero l’apertura
del manicomio post-Basaglia, e vive intensamente tutta la creatività e
le contraddizioni, nel cuore dell’ex Opp, dove l’Accademia occupa un
vecchio padiglione fatiscente per farne una comune, per attori, artisti
e viandanti, e vive anche la fine di quel sogno, quando la casa viene
data alle fiamme da ignoti, con tutto il suo contenuto materiale ed
emotivo. Tiene corsi di teatro in qualità di trainer e docente presso il
carcere di Trieste, con i detenuti. E’ la ragazza tossica in "Come Dio
Comanda", di Gabriele Salvatores. E’ Angela, un’internata omossessuale
nel film per Rai1 di Marco Turco, "C’era una volta nella città dei
matti". E’ alla continua ricerca di sè e del suo mondo, e per far
questo, per trovare il suo gancio con la realtà, vive la continua
ossessionante Necessità di fare arte. Ed è la Necessità l’unica forma di
ispirazione che lei conosce.www.accademiadellafollia.it
<http://www.accademiadellafollia.it/>
___________________________________________________________
*LILI REFRAIN*
musicista e performer nata a Roma nel 1980. Nel 2006 nasce il suo
attuale progetto solista, chitarra e voce. L’interesse per l’incredibile
possibilità strumentale della voce la introduce verso lo studio di varie
tecniche tra le quali il canto armonico e il canto lirico che le
consentono di arricchire la gamma di espressività sonora senza far
alcun’uso della parola. Nel Dicembre 2007 registra in studio sette brani
che costituiscono il suo primo album ?Lili Refrain?, Cdr autoprodotto in
copie minuziosamente fatte a mano, e inizia ad esibirsi dal vivo con il
suo ?GUITAR SHIPPINGHEAD SHOW?, performance musicale durante la quale
costruisce gradualmente e in tempo reale i suoi brani, elargendo con
tanto di cartelli ironiche suggestioni visive a riguardo. Dopo aver
ottenuto ottime recensioni e critiche da parte di riviste e webzine
nazionali, torna in studio a registrare ?9? , il suo secondo album, che
vedrà una prima autoproduzione limitata a pochissime copie e la
successiva uscita ufficiale con Trips Und Traume e Three Legged Cat nel
Dicembre 2009. Con Francesco Viscuso nel 2008 fonda il progetto "SE.TE".
http://www.myspace.com/lilirefrain
___________________________________________________________
*LUNA E L’ALTRA *
è un’associazione nata nel 1990 dall’incontro tra donne che a diverso
titolo avevano agito nell’esperienza triestina di trasformazione
istituzionale nel campo della salute mentale e donne protagoniste di
altre esperienze sul terreno teorico-pratico delle tematiche femminili.
Da sempre dunque l’associazione collabora con il Dipartimento di Salute
Mentale di Trieste. Punto di partenza è stato l’interrogarsi sulle
possibilità di lettura e di un’analisi del disagio femminile in termini
di differenza di genere, sulla ricerca e sulla sperimentazione di altri
modi di affrontare quel disagio. Dell’associazione fa’ parte il gruppo
di reciproco sostegno tra donne Cagipota/Kazipot.
___________________________________________________________
*TORA KROGH*
si trasferisce da Oslo a Roma nel 1995 con una videocamera in mano,
entrando con il suo viewfinder nel movimento che gridava no al
neoliberismo. Fa un anno di pausa in America a Sante Fe per studiare il
nemico e diplomarsi in Athropologia visuale. Torna a Roma e fonda con
altri il gruppo "Candida, la tv elettrodomestica" (www.candidatv.tv
<http://www.candidatv.tv>), una casa di produzione di audiovisivi. In
quegli anni produce una serie di format televisivi e documentari di
controcultura. Fa corsi di alfabetizzazione audiovisiva in carcere,
nelle periferie, a rom ed immigranti. Nei fine settimana si trasformava
in VJ liberandosi di tutte le regole visive per comunicare il caos. Ha
curato la parte visiva di Electrode, festival di musica elettronica al
Forte Prenestino. Attualmente lavora come freelance videomaker. Il suo
sogno è creare un webtv collettiva che abbia il suo inizio su
www.candyvision.tv <http://www.candyvision.tv>.
___________________________________________________________
*LILITH PRIMAVERA*
artista e performer concettuale. "…Faccio le performance che faccio
affinchè non possa ritrovarmi su un palcoscenico angusto e senza platea.
Non voglio essere protagonista del nulla, seppellita da un abbacinante
diversivo di luci." http://www.myspace.com/lilithprimavera
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*ARIAN SILENCE*
regista e montatrice, presenta The mother rope, installazione a percorso
di video, scultura e suono, al Kunsthaus Tacheles di Berlino nei mesi di
maggio e giugno 2008. Il video the geisha, con la scultura sonora
ChildWood e l’installazione Call your mother now! è il primo dei tre
segmenti di The mother rope.
___________________________________________________________
*SABOTA*
vj (Trieste) "Le arti visive, la pittura la fotografia il video, la
musica, come linguaggio che qualsiasi popolo, di qualsiasi Paese, ha la
possibilità di/ leggere/, interpretando liberamente"
__________________________________________________________
*KIRAVISION*
Rednikita aka Lidia Ravviso è una videomaker che lavora tra cinema,
documentario, videoclip e televisione. Attraversa la musica come voice
performer e collabora con il collettivo di artisti Società delle Opere.
Vivel e’ architetto e videoartist. Collabora con studi d’architettura,
occupandosi di progettazione, di restauro, di grafica e design. E’socia
di SPTA Architetti. Insieme hanno dato vita al progetto Kiravision, in
cui sperimentano le tecnologie digitali per la rielaborazione di video,
grafica e fotografia. Sostengono la Pure Data Community e sono parte del
circuito LadyFest. Kiravision mangia in spazi occupati e dorme con un
occhio aperto.
www.kiravision.tv <http://www.kiravision.tv/>

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SABATO 21 NOVEMBRE 2009 / TAKE BACK THE NIGHT!

SABATO 21 NOVEMBRE

PIAZZA VITTORIO / ROMA

DALLE 18.30

Siamo pronte a
uscire nelle strade a ridosso del 25 novembre, giornata mondiale contro
la violenza sulle donne, per ribadire che la sicurezza non è data da
piu’ telecamere né dall’emarginazione,  detenzione ed espulsione degli
immigrati e delle immigrate, ma dalla nostra libertà e autodeterminazione dentro e fuori casa.Vogliamo vivere le nostre strade
anche di notte e vogliamo che sia questo a farci sentire sicure.
Vogliamo non sentirci mai da sole. Vogliamo
dire questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, ai gay
perché non è sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una
città fatta di ronde e lame, perché la nostra arma è la solidarietà.

INVITIAMO TUTT* COLORO CHE VOGLIONO RIPRENDERSI LA NOTTE A PARTECIPARE NUMEROS*

 PER INFO:

http://takebackthenight.noblogs.org/

 

 


 

 

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SABATO 27_28 GIUGNO 09 / L ‘ A Q U I L A

ACCORRETE NUMEROS°

Magnitudo Lady: lo sportello informativo delle donne è
un progetto a cura di Ladyfest Roma, Rete 3e32, Epicentro Solidale, il
cui sviluppo inizierà domenica 28 giugno con un laboratorio di
costruzione partecipata della sua sede, una casetta di legno nel parco
unicef in via Strinella. Alle 18.00 Uun incontro/dibattito aperto
segnerà le linee guida delle sue finalità, dei contenuti e delle
offerte culturali.

Ed eccoci in azione! Costruiamo il nostro sportello!

 

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Le Ladyfesters… ringraziano!

Care e cari,
la ladyfest è finita e a noi rimane l’entusiasmo e l’euforia di aver
autoprodotto un festival partecipato, ricco di contenuti, di buona
musica e di belle proposte.
Sono state 111 le "ladies" che, vicine e lontane, hanno riversato la loro creatività nella LADYFEST.
Sono state almeno duemila le presenze al primo festival queer femminista romano.
Tutto questo è successo grazie a tutte voi che ci avete sostenute in
tanti modi diversi: partecipando, facendo proposte, aiutandoci a fare
"il lavoro sporco", facendoci promozione e passando parola.
Il nostro grazie anche alle compagne e i compagni dello strike, del
forte e della torre per il sostegno e la collaborazione senza i quali
niente sarebbe successo.


Le ladyfesters

 

Per vedere alcune foto clicca qui o qui

Se ne hai altre invia il link a ladyfest-roma@inventati.org

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LADYFEST_Roma – 21_22_23_24 maggio ’09

Il primo Ladyfest e’ stato organizzato ad Olympia nel 2000. Da allora si sono susseguiti  centinaia di Ladyfest in tutto il mondo: una rete internazionale il cui nucleo concettuale condiviso è la promozione dell’arte indipendente, la decostruzione di modelli imposti e restrittivi, la rivalutazione del corpo e della sessualità come sperimentazione nelle sue infinite forme, in una prospettiva queer, antirazzista, transgender e femminista.Leggi anche "The Lady is fickle"

Il Ladyfest romano è un festival "do it yourself" e no-profit che si svolgerà in maniera itinerante con workshop, mostre, concerti, djset, teatro, proiezioni video, installazioni e merchandising di autoproduzioni.

L’iscrizione ai workshop è a sottoscrizione libera. L’incasso delle serate sarà devoluto per la promozione di arte indipendente ed eventi culturali a L’Aquila, in collaborazione con la rete "3e32".

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA LADYFEST_Roma

PROGRAMMA_LADYFEST_ROMA_09.pdf

GIOVEDI 21 MAGGIO

VENERDI 22 MAGGIO

SABATO 23 MAGGIO

DOMENICA 24 MAGGIO 

Per informazioni e per iscrizioni ai workshhop:
ladyfest-roma@inventati.org
 
 
 
  
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Laboratorio teorico-pratico di pornografia e femminismo

Lo scopo del laboratorio è di riflettere sulla pornografia da un punto di vista femminista e produrre porno noi stesse.

Scegliamo di lavorare solo con donne, lesbiche e trans allo scopo di creare
uno spazio libero di riflessione ed esplorazione sessuale. Come donne il
nostro desiderio è stato ignorato e la nostra sessualitá mercificata, per
questo le nostre autoproduzioni necessariamente sovvertiranno l’immagine
della sessualitá cosí come è rappresentata nell’industria del porno.
Vogliamo creare una pornografia antisessista, che possa rappresentare
molteplici sessualitá e che si centri nella teoria queer.

Nella parte teorica del workshop mostreremo una selezione dei lavori di
diverse donne che fanno pornografia: video, foto, internet, fanzines.
Forniremo una bibliografia e una lista di indirizzi internet per quelle che
vorranno continuare la ricerca. Questi materiali provocheranno domande e
stimoleranno dibattito tra le partecipanti e proveremo ad arrivare a
rispondere – attraverso la teoria e/o la pratica – alle numerose
questioni che pone la pornografia in relazione al femminismo.

A grandi linee queste saranno le aree tematiche che esploreremo:
- origine del termine pornografia
- definizioni di pornografia (le differenti concezioni, da A. Dworkin che
la definiva prostituzione mediatica alle nuove definizioni di postporno di
M.H.Bourcier)
- net porn (come sono cambiate la fruizione e la produzione ai tempi di
internet)
- pornografia e movimenti femministi (donne contro la pornografia vs donne
contro la censura)
- le donne del porno femminista (dalle classiche Annie Sprinkle, Cindy
Sherman alle piú recenti creatrici Maria Beatty, Emilie Jouvet o la
messicana Cronika)
- connessioni tra post pornografia e movimento queer. Queer come lotta
contro gli stereotipi eterosessuali della cultura capitalista, queer come
forza dirompente che sgretola la dicotomia uomo-donna.
- la mercificazione del corpo femminile. La trasgressione sessuale come
strategia femminista. Se il nudo femminile simbolizza da sempre la
repressione sessuale patriarcale, è possibile sovvertire questa tendenza?

Nella parte pratica metteremo in gioco i nostri desideri, il nostro
voyeurismo e il nostro esibizionismo nel creare immagini. Discuteremo le
idee proposte dalle partecipanti al laboratorio ed esploreremo la via
migliore di rappresentarle tenendo conto delle limitazioni di spazio e
tempo – potrá trattarsi anche solo di pianificarle, provarle, lavorare
alla preproduzione.

Il laboratorio è rivolto non solamente a videomakers e artiste visuali
(fotografe, fumettiste, pittrici, vjs), auspichiamo una partecipazione
interdisciplinare che coinvolga musiciste, scrittrici, attrici, performer
oltre a “specialiste” come scenografe, costumiste e make up artists o
anche semplici persone
interessate all’argomento e che abbiano voglia di conoscersi e fare rete.

Il numero massimo di partecipanti sará di 20 persone e chiederemo a chi è
interessata ad iscriversi di mandarci una piccola mail di presentazione

all’indirizzo    joypastrengo@yahoo.es

VENERDI 22 e sabato 23 maggio

C.S.O.A. FORTE PRENESTINO – ore 16
(SPAZIO SALTIMBANCHI)

 

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VIVA la VJ!


Workshop sul VJ-ING
 


Chi è la/il vee-jay? Da Wikipedia apprendiamo che: ‘’è un artista-performer che crea, proietta o allestisce uno spettacolo di effetti visivi, utilizzando filmati, diapositive, fari, laser o altro, spesso in sincrono con della musica […] in questa veste può anche creare delle video-installazioni o essere un performer staccato dall’attività di intrattenimento’’.


Sarà vero?


Lo scoprirete solo partecipando a questo breve workshop, al grido di…   

VIVA LA VJ!
 
 
PROGRAMMA:
 
1- Cablaggio -  ‘’Dove si infileranno tutti quei cavi?’’
 
Dal computer al mixer video al videoproiettore. Allestimento di una console per videoproiezioni.
 
 
2 – Softwares –‘’E’ fatto per me!’’
 
Overview dei principali softwares per il vj-ing.
 
 
3 – Editing&exporting – ‘Il magico mondo delle clip’’
 
Montaggio base e compressioni video per realizzare clip adatte al vj-set.
FLV contro MOV.
 
 
4 -  I trucchi del mestiere – ‘’La VJ ha un’attitudine hacker’’
 
Installa il tuo software.

***

Durata: h1 30’  

Utenza:mista 

…. PORTA IL TUO LAPTOP!

 

Per iscriversi contattare info@kiravision.tv

 

 VENERDI 22 maggio 2009  Strikespa – Pub ore 17.00 

 

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A ciascun@ il suo!


Sex Toys Workshop/Workshow
a cura di Sexyshock e Betty&Books (Bologna)

Sex toys, giocattoli erotici, giochi per il piacere. Che sia solitario o di
coppia.
Cosa sono, come si usano?

Non c’e’ limite alla fantasia e alla voglia di giocare e condividere
un’esperienza – o sperimentare su di se’. Ma ci sono alcune variabili tecniche che possono aiutarci a scegliere il sex toy che fa’ per noi. Materiali, forme, colori, dimensioni, durata…e alcuni trucchi, aneddoti, esperienze – non meno importanti!
Ecco un’occasione per un approccio informale e informato all’utilizzo di alcuni giochi per il piacere.

Piu’ strutturato di una chiacchierata, piu’ confidenziale di un corso,
piu’ interattivo della lettura di un manuale. Al workshop si ricevono informazioni ma non solo: si puo’ toccare con mano, annusare, vedere, domandare.

chi siamo?

* Sexyshock:
Betty ha tante identità e nessuna e per questo non può essere
rappresentata, non ha genere perchè love tutt@, Betty non ha colore perché ama il melange (anche se ha qualche inclinazione per il rosa), Betty è poliglotta, Betty è nomade, Betty non ha bisogno di documenti di soggiorno perché ha avuto la fortuna (finora) di essere cittadina. Betty è il nome collettivo delle donne del sexyshock.
http://isole.ecn.org/sexyshock/
http://atelierbetty.noblogs.org/

* Betty&Books:
e’ un associazione culturale, uno shop, e’ uno spazio dove si possono
trovare libri, giocattoli erotici, cataloghi d’arte, riviste internazionali,
fumetti, designer toys, abbigliamento e accessori. Ma e’ anche uno spazio per riprendersi il proprio tempo: workshop, presentazioni di libri, proiezioni video, mostre d’arte, luogo informale di socialita’ , e molto altro. Informazioni, consulenza, uno sguardo attento e rispettoso.

L’associazione non ha scopo di lucro, ma e’ anche uno shop-libreria:
per sostenere economicamente le sue attivita’, per promuovere la visibilita’ del piacere femminile (e non solo), la diffusione di una cultura della sessualita’ consapevole e consensuale, la circolazione di saperi e conoscenze, di testi e libri d’arte a circolazione limitata selezionati con passione.

Tutto cio’ che trovate da Betty&Books e’ accomunato da un’idea:
intrecciare piacere e divertimento, immaginazione e sorpresa, sperimentazione e gioco.

L’associazione Betty&Books promuove la produzione culturale delle donne, la ricerca sui mutamenti delle espressioni della cultura contemporanea attraverso il dialogo tra diversi ambiti disciplinari: cinema, musica, fumetto, illustrazione, letteratura, comunicazione.

Piu’ INFO:
http://www.betty-books.com/
http://bettybooks.wordpress.com/


VENERDI 22 maggio -  S.P.A. STRIKE – ore 19 – Pub

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